I campi di tè di Shizuoka si svuotano: perché il sencha giapponese vale sempre di più

2 Ottobre 2026 - Tè

I campi di tè di Shizuoka si svuotano: perché il sencha giapponese vale sempre di più

Shizuoka è da sempre la terra del sencha: quasi metà del tè verde giapponese nasce sulle colline tra il monte Fuji e l’oceano. Eppure, secondo l’ultimo report della Global Japanese Tea Association, la prefettura ha perso oltre il 30% della superficie coltivata a tè, scesa nel 2025 a circa 11.600 ettari. E il Giappone ha deciso di non restare a guardare.

Adottare un pezzo di piantagione

Nella zona di Makinohara, dove circa mille ettari di terreni agricoli sono rimasti incolti e quattro su cinque erano campi di tè, è partito il progetto Re-Tea Farm. Comune e privati propongono a chiunque di “adottare” un appezzamento: da 16,5 metri quadrati in su, con un contratto di tre anni. Chi aderisce partecipa alla raccolta e riceve il tè prodotto dalle sue piante. L’obiettivo iniziale è recuperare poco più di un ettaro, un segnale piccolo ma concreto.

Altre iniziative vanno nella stessa direzione. Sempre a Shizuoka un progetto con l’università locale userà sensori nei campi fino al 2029 per aiutare i coltivatori a migliorare qualità e resa. Nella prefettura di Yamaguchi, dove i produttori sono passati da quasi cento a sei, nuove leve stanno riprendendo in mano le piantagioni.

Perché succede

Le famiglie di coltivatori invecchiano e i giovani sono pochi. Intanto la domanda mondiale di matcha spinge molti produttori a convertire i campi di sencha in tencha, la foglia ombreggiata da cui si macina il matcha. Il risultato è meno sencha disponibile e prezzi in crescita: un tè quotidiano per i giapponesi sta diventando, anche per noi, qualcosa da scegliere con più attenzione.

Il raccolto d’autunno a Kikugawa

Proprio a Shizuoka, a Kikugawa, a metà settembre si è fatta la raccolta autunnale di fukamushi, il sencha “a vapore profondo”. Il caldo e la siccità di agosto l’hanno ritardata di una decina di giorni, ma secondo i produttori il tè è risultato saporito.

Il fukamushi viene trattato al vapore più a lungo di un sencha classico: la foglia si frammenta di più, l’infuso diventa di un verde intenso e quasi opaco, il gusto è più rotondo e meno astringente. È il sencha ideale per chi si avvicina al tè giapponese.

Tazza di sencha giapponese appena infuso, di colore verde brillante
L’infuso verde brillante di un sencha giapponese. Foto: Difference engine, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Come prepararlo: acqua a 70–75 °C, circa 5 g di foglie per 200 ml, infusione breve di 40–60 secondi. Con le foglie così sottili serve una teiera con filtro fine, come la kyusu giapponese. Le stesse foglie reggono tranquillamente una seconda infusione, ancora più breve.

Da Abello

In bottega e online trovi diversi fukamushi sencha: dal Fukamushi Sencha, ottimo per tutti i giorni, al più pregiato Fukamushi Sencha Tokujo (5 stelle). Chi vuole confrontare può affiancarli allo Shincha Fukamushi Yabukita, il raccolto di primavera.

Fukamushi Sencha di Abello
Il Fukamushi Sencha che trovi da Abello

Per la preparazione, una kyusu in argilla con filtro integrato fa la differenza. Tutti i nostri tè verdi giapponesi sono nella categoria Tè verde Giappone.

Ogni tazza di sencha racconta un po’ di queste colline che cercano un futuro: vale la pena gustarla con calma.

Fonte: Global Japanese Tea Association, Japanese Tea Report – September 2026.

Foto di copertina: 久保嶋宏明, Tea Plantation, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.


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